TUTTO IL TICINO E NON SOLO VIA NASSA




È il titolo provocatorio di un punto del programma PPD che ha fatto parecchio discutere in occasione del Comitato Cantonale del 5 dicembre scorso a Mezzovico.

Come da logica (??) la sezione di Lugano e alcuni delegati della città hanno chiesto che il titolo venisse rivisto, in quanto potrebbe ‘offendere’ i cittadini della Grande Mela del Ticino.

Le motivazioni sono quelle di sempre, quelle che da anni creano attriti – talvolta anche seri – tra città e zone periferiche. La città offre infatti i servizi, le attività sportive e culturali, i centri di commercio, ecc., di cui usufruiamo anche noi ‘rurali’.

Ci si deve però rendere conto – o forse sarebbe meglio scrivere che forse è ora che la si smetta di far finta di non rendersi conto ..? – che le regioni periferiche e le valli servono le aree cittadine proponendo molteplici offerte.
In periferia si installano infatti zone industriali e artigianali per aziende – veri e propri polo industriali preferenziali – che in città non troverebbero posto (… o magari creerebbero disturbi ). La periferia ed in particolare le valli propongono poi un territorio ‘svago-ricreazione’ di pregio non indifferente (molti coloro che non disprezzano il cosiddetto ‘andar per boschi’ – chi in cerca di funghi, chi intento in attività venatorie, chi per un picnic domenicale e chi, ancora, semplicemente per trascorrere un paio d’ore immerso in un paesaggio che difficilmente potrà riscontrare in una città). Le regioni limitrofe vanno poi ad ergersi a luogo ideale per l’insediamento di residenze secondarie (molte delle quali provviste di ogni sorta d’allacciamento alla rete pubblica – elettricità, acqua, fogna, ecc.) suggellando quell’attrazione che bene o male esercitano su molti ‘cittadini’; sono infatti pochi coloro che non possiedono una residenza secondaria in cui trascorrere i propri week-end, o addirittura il periodo primavera-estate, al riparo dello stress e dall’aria poco tonificante degli agglomerati urbani!

Per salvaguardare il proprio territorio le regioni di periferia, ma specialmente quelle di montagna, devono sostenere uno sforzo finanziario notevole, in quanto la pulizia dei boschi, dei sentieri, come pure la tutela del paesaggio non rientrano di certo nelle attività redditizie o concorrenziali.
La manutenzione di chilometri di vie di transito, in estate come pure d’inverno, non è un’operazione poco costosa, eppure tutti i ticinesi ne usufruiscono … anche coloro che vi transitano solamente per raggiungere la propria residenza secondaria oppure le stazioni sciistiche.

Questi sforzi, generalmente profusi in ambienti meno favorevoli e meno gradevoli che non nelle città, deve essere riconosciuto dalle aree urbane; per esempio tramite una compensazione dei costi (anche noi ‘rurali’ paghiamo il biglietto del bus o l’entrata ai musei cittadini …). Una più consona e ragionevole ripartizione degli introiti fiscali tra ‘comuni primari’ e ‘comuni secondari’ potrebbe pure condurre ad un migliore equilibrio finanziario tra città e periferia.

Nel Ticino di questi ultimi anni pare tuttavia che tutto ciò che non è Lugano è periferia e che tutto quello che è periferia equivale a sussidiarietà, dunque ad un male da estirpare.
In particolare i 2 Consiglieri di Stato della Città di Lugano ed il sindaco hanno contribuito notevolmente a questa polarizzazione.

Considerati gli elementi succitati, ci preme comunque sottolineare che uno sviluppo equilibrato del (e nel) nostro Cantone potrà verificarsi solamente quando la solidarietà tra valli e zone urbane , che proprio in questo periodo in cui va di moda il liberismo e la globalizzazione sta venendo meno, sarà migliorata!