CONGRESSO MGPPD

gruppo di lavoro
‘Esiste un futuro per l’economia di valle?’




L’idea principale che è stata alla base di questo Gruppo di lavoro era ed è costituita dal portare un tema popolare ed all’altezza di tutti a livello giovanile, di riuscire quindi a coinvolgere alcuni giovani su una problematica che li tocca da vicino. Visto poi il riscontro avuto e l’interesse mostrato, l’MGPPD si riserva di approfondire la tematica con l’esplicita speranza che un tema del genere, visti i risvolti che viviamo sulla nostra pelle ed in casa nostra, possa finalmente far avvicinare qualche giovane in più al mondo della politica.
A Lodrino la problematica è stata introdotta dalle relazioni del Sig. G. Nicoli (Segretario OCST), del Sig. R. Clerici (Presidente Regione Locarnese e Valle Maggia) e dell’On. M. Ferrari (Presidente Distretto Riviera), hanno inoltre contribuito a vivacizzare il dibattito pure l’On. R. David e l’On. P. Beltraminelli.
L’introduzione è stata improntata su una descrizione storica che ha ritracciato l’evoluzione della regione Tre Valli dal periodo d’inizio secolo, segnato dall’emigrazione, ai tempi moderni caratterizzati da una crescente disoccupazione e da una diminuzione sempre più marcata degli investimenti. Si sono tuttavia portati dei recenti esempi di attivismo imprenditoriale soprattutto nei settori dell’industria (cfr. progetto di sviluppo industriale di Biasca e parco tecnologico di Bodio) e del turismo (cfr. impianti sciistici di Airolo e terme di Acquarossa), come pure in campo socio-sanitario (rimodernizzazione dell’ospedale di Faido e vari progetti di case per anziani).
Alla base di un reale futuro economico per le valli si è comunque indicata la necessità di ridare un’identità alle zone periferiche del Ticino ridefinendo i contatti, i collegamenti e le cooperazioni tra zone urbane e aree periferiche; considerando il Canton Ticino – vista anche la ridotta estensione geografica e le vie di comunicazioni veloci che tagliano tutto il territorio – come una singola unità di sviluppo. In effetti è palese la mancanza cronica di collaborazione tra le parti ed uno svolgimento lavorativo improntato all’improvvisazione. In particolare, le zone periferiche non dovrebbero essere considerate come un possibile polo economico da contrapporre ai centri, bensì devono raggiungere un equilibrio d’interdipendenza – segnata da maggiore collaborazione e collegialità –  con le aree urbane. Il concetto circa una migliore solidarietà tra le Valli e le zone urbane ha poi portato, tra le altre cose, a discutere circa nuove possibilità di ripartizione fiscale, ad esempio limitando i contributi di compensazione a favore di una politica atteggiata ad una ridistribuzione delle imposte comunali tra i comuni in cui si trova l’abitazione primaria e quelli in cui si trova la residenza secondaria.
È inoltre emersa l’osservazione circa la grande dispersione di forze registrabile nelle valli, questo fatto potrebbe essere corretto tramite un azzonamento mirato del territorio di periferia che permetta di dare ad ogni specifica zona un preciso indirizzo in corrispondenza alle esistenti risorse. Si è poi discusso circa il fatto che attualmente i sussidi a favore delle aree discoste sono versati in maniera incontrollata e creano quindi delle situazioni sia di ‘passivismo imprenditoriale’ sia di inutile concorrenzialità all’interno delle stesse zone periferiche; un preciso azzonamento potrebbe dunque apportare dei sensibili miglioramenti all’attuale situazione.